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Wombat ComiCon 2012 - Gli Autori: LIANA RECCHIONE
Scritto da Riccardo   
Domenica 08 Aprile 2012 20:03
               Liana Recchione è presente sul Wombat Magazine che presenteremo al Napoli ComiCon 2012 con una breve storia intitolata Kanon und Gigue: si tratta di un siparietto disegnato con toni  glam in cui si svolge una vicenda onirica di strane coincidenze, tempo che passa e inaspettati reincontri.

Ma prima di passare all'intervista vera e propria, qualche notizia su Liana

Liana Recchione
nasce nell'autunno del 1979 in un paesino del cuore dell'Abruzzo. Da sempre coltiva la passione per il disegno proponendosi da bambina di diventare un animatore cinematografico. Ma poi scopre il fumetto:  è amore a prima vista.
Per questo, senza mai abbandonare la sua passione, prima si laurea in Lettere Classiche presso l'Università degli studi di L'Aquila e successivamente frequenta la Scuola Internazionale di Comics, nella sede di Chieti (oggi Pescara) dove al termine del suo percorso viene richiamata come insegnante del corso per ragazzi.
Nel 2010 pubblica il suo primo fumetto 'Raven' per la Cagliostro E-press. Nel 2011 esce un'illustrazione del personaggio 'Myriam' di Federico Memola, nel volume celebrativo 'Sexy&Chaotic2011'.Ha lavorato come stagista presso la Honda Italia Industriale dove ha realizzato, in collaborazione con Giovanni Fossaceca, la brochure aziendale.
Il 2012 la vede vincitrice insieme a Marco Ventura della 15a edizione del concorso 'Pietro Miccia' indetto dalla manifestazione 'Torino Comics, mentre la Wombat Edizioni pubblica la sua storia breve 'Kanon und Gigue' .
Attualmente sta lavorando a diversi progetti, uno dei quali vedrà l'uscita in estate per Federico Memola

Liana, parlaci un po' della storia che hai pubblicato sul Wombat Magazine 

Kanon und Gigue è una storia a cui ho iniziato a pensare non appena me l'hanno richiesta, lo ammetto. Tuttavia è nata così, di getto; prima sono venuti i personaggi e poi, in un semplice discorso su una palla, la storia. La cosa più terribile, però, è stato trovare il titolo. Fino all'ultimo non sapevo come chiamarla. Anche perchè come al solito presuppongo sempre un mondo dietro ai miei personaggi e quello descritto in queste otto tavole è solo la superficie di quanto ho inventato. E trovare un titolo che riassuma tutto è una fatica di proporzioni erculee temo. Almeno per me che non so dove sta di casa la sintesi, come si può vedere. E alla fine è stato il Canon di Pachelbel(*) a venirmi in aiuto. Sta di fatto che l'idea generale è venuta presto, i personaggi (lo ricordo come ora) realizzati con dovizia di particolari il 15 di agosto, ad Ancona, quando ero in visita da un'amica e la sera non facevamo altro che scambiarci impressioni sulle storie reciproche e ...beh! Quanto abbiamo riso di Lou Marie Bride. Credo che sia uno dei personaggi più belli che abbia inventato. Lo adoro. Per me, oltretutto, è stato una sorta di rottura col passato. Non avevo mai disegnato qualcosa che non fosse 'classico'. Quindi imbarcarsi in questo giovanotto, etereo, emo e pure gay è stato divertentissimo. Ammetto anche che la prima apparizione di Lou nella mia testa è stata nell'appartamento che divide con Dorian. Indossava dei boxer a forma di elefante.E non dico altro.

 Attualmente, nei tuoi lavori, quali tematiche artistiche (e narrative) stai seguendo?

Attualmente sono impegnata in una storia per Federico Memola e quindi un urban fantasy che sinceramente credo sia una delle tematiche a me più congeniali. Anche se ho in mente altri progetti, alcuni richiestimi, altri che vorrei realizzare da sola. Le tematiche variano dalla riflessione sui rapporti umani nella giovane realtà urbana ai più classici racconti vittoriani. Alcuni passando sempre per una ventata di fantasy, ovvio.

Qual è un tuo sogno (artistico) nel cassetto?

Credo sia realizzare delle storie che arrivino al cuore della gente. Che indaghino gli sconvolgimenti dell'essere umano. Personaggi che ci diano la forza per andare avanti alle volte, dei modelli da seguire o a cui appigliarsi nei momenti di difficoltà, con cui ridere e passare delle ore serene. Che ci facciano riflettere e sorridere. Degli amici insomma. Da ritrovare ogni volta che riapriamo il fumetto.E realizzare una bella storia d'amore. Lo ammetto. Ma che sia lontana dagli sdilinguementi di oggi. Vorrei mostrare un amore vero, sincero, sfaccettato. E poi ammetto (dannata vanità) che tutto questo mi piacerebbe vederlo poi in una magnifica veste a colori e brossurata (sorride)

Se per un giorno potessi essere un disegnatore famoso quale vorresti essere? Per fare cosa?

Eh, domanda assai complessa. Anche perchè non saprei chi scegliere. Se decidessi per Mignola (che adoro in tutti i suoi aspetti, anche nei racconti che ne fanno) non saprei che fare, visto che fa già tutto da solo. Essere Mario Alberti mi aiuterebbe a creare dei magnifici ambienti che ora come ora non saprei nemmeno da quale parte iniziare per approntarli. O Bachalo, o Ramos...che dire di loro? O Frezzato che adoro nello stile e nella complessità delle immagini.
Beh in realtà non saprei davvero chi scegliere. Forse forse ricorrerei a qualche mito del passato, Gian Lorenzo Bernini, probabilmente. E continuerei a smuovere gli animi e a sussurrare della bellezza del mondo nonostante tutti gli impedimenti che dal mondo stesso ( e alle volte anche da te stesso) derivano.

Tutto sta, secondo me, ad essere di aiuto agli altri. Tonino Guerra diceva che la bellezza è come il petrolio. Il carburante di noi stessi, quindi. Direi che, grande artista o meno, l'essenziale è riflettere su di noi. Spingerci a conoscerci e ad avere rispetto l'un l'altro. Cosa che manca sempre di più da quanto mi è dato di vedere. E questo quanto può farlo una bella storia? Tantissimo secondo me.

Grazie Liana, non resta che augurarti in bocca al lupo!

Anzi, con un pizzico di immodestia, in bocca al Wombat!

(*)composizione musicale scritta nel XVII secolo - in forma appunto di canone - dal religioso e musicista tedesco Johann Pachelbel.(NdR)

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